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STORIE DI TRANSUMANZA, ALLA SCOPERTA DELLA CHIESA DI SANTA MARIA DE' CENTURELLI

Paesaggi sconfinati e rocciosi, costellati da piccole capanne in pietra, muri di confine e macere di spietramento. Sono le prime cose che vengono in mente se si pensa all'#Abruzzo interno. Quello attraversato dai grandi tratturi della #transumanza, tuttora percorribili e spesso luogo di edifici ecclesiastici, isolati e solenni, che raccontano di storie millenarie di greggi e pastori, oggi vanto e orgoglio culturale dell'intera regione.


E proprio tra quei paesaggi, in particolare nella zona che rientra nel territorio comunale di Caporciano, si trova la chiesa di Santa Maria de' Centurelli.


Era il XVI secolo quando la struttura sorse lungo l'asse situata ai piedi del monte Castellone, sulla biforcazione del tratturo L'Aquila-Foggia con il tratturo Centurelle-Montesecco. Una posizione che in passato l'ha resa un vero e proprio edificio strategico e che attualmente le permette di rientrare appieno tra i maggiori simboli della famosa pratica pastorale, dal 2019 patrimonio culturale immateriale dell'umanità.


Si tratta, infatti, della tipica chiesa pastorale abruzzese. Quello dei pastori verso la Puglia era infatti un viaggio molto duro e faticoso. I transumanti lo vivevano quasi come un esilio e percorrevano gli antichi tratturi a piedi, conducendo una vita povera. E proprio lungo questi stessi tratturi, durante i secoli, sorsero numerose strutture religiose, importanti non solo dal punto di vista spirituale, ma anche e soprattutto da quello commerciale, visto che in prossimità di esse si svolgevano dei mercati, o vere e proprie fiere, per la commercializzazione di prodotti artigianali e gastronomici.


L'edificio che conosciamo fu costruito sui resti della chiesa Santa Maria in Coronula, dei frati della Cintura, risalente all'anno mille, e il suo nome, nel tempo, subì molte variazioni. Fu chiamata Coronella, Centorella, Scentorella, ma anche Incerulae e Cintorelli. Sono diverse le fonti storiche e documentali che ne parlano e tutte raccontano appunto di una chiesetta dei “Fratelli della Cintura” che esistette fino al 1502.



Grazie a un frammento di un’epigrafe romana, rinvenuto attorno al XVIII secolo nei pressi dell'edificio, si sa inoltre che di fronte passava la via Claudia Nova, un’importante arteria commerciale del tempo.


Fu un miracolo avvenuto sul luogo, di cui non si hanno però notizie certe, a dare impulso ai lavori per una struttura è più grande, che fu poi terminata nel 1561. Allora la giurisdizione parrocchiale era esercitata dalla Congregazione Benedettina dei Celestini.


Di fondamentale importanza in passato, con il decadere della pratica della transumanza sul finire dell'800, fu man mano abbandonata e, nel 1935 fu definitivamente interdetta al culto. Nel 2000, però, a opera della Sovrintendenza sono iniziati i lavori di ristrutturazione per il recupero strutturale. Nel 2003 è stata finalmente riconsacrata.


Di per sé, l'edificio presenta una facciata esterna estremamente semplice, in stile rinascimentale e a coronamento orizzontale, come d'altra parte le più famose chiese aquilane, con le lesene che sorreggono una cornice che separa il rosone dal portale. Quest'ultimo fu realizzato nel 1558, come testimoniato da un'iscrizione presente su di esso, ed è caratterizzato da lesene che sorreggono un architrave sormontato modanato da una lunetta.


Il fianco sinistro dell'edificio è molto semplice e termina con la cappella del transetto presentando con un portale simile a quello della facciata.


Sul fianco destro è presente la cappella del transetto, con un secondo portale simile a quello del fianco sinistro, ma alla cappella è poi connesso un porticato caratterizzato da grossi pilastri squadrati che sorreggono archi a tutto sesto, presumibilmente sfruttato come rifugio dai pastori che transitavano sul tratturo.


Nella parte alta di ciascun fianco della chiesa sono presenti poi tre monofore, a cui se ne aggiunge una sull'abside a forma poligonale, che danno luce all'interno. Proprio quell'interno che sono in pochi a conoscere.


Un'interno caratterizzato da una pianta a croce latina, con un'unica navata e due cappelle laterali a formare i bracci del transetto, dove il maestro ceramista Nino Di Simone, maestro ceramista e scultore di #Castelli, è più recentemente riuscito a creare arredi, sculture, bassorilievi, che si armonizzano perfettamente con gli affreschi più antichi e, in generale, con la solennità del luogo.


A fianco della chiesa è stato inoltre collocato il monumento all’emigrante, realizzato nel 2006 dal maestro aquilano Augusto Pelliccione, con una lapide riporta una frase di Bartolomeo Vanzetti, l’anarchico italiano emigrato e ucciso in America: "Vorrei un tetto per ogni famiglia, un pane per ogni bocca, un insegnamento per ogni cuore, le luci per ogni intelletto".


Sul retro della chiesa, infine, prosegue il sentiero tratturale, ripulito e segnalato, che risale tra le rocce e i cespugli in direzione est, al valico del Monte Castellone in località Vernone.


Durante la passeggiata, è possibile incontrare le recinzioni con i muretti a secco degli antichi

fondi coltivati e degli stazzi, mentre a margine dei campicelli d’altura si scorgono le capanne di pietra costruite dagli agricoltori-pastori per custodire gli attrezzi di lavoro.


Tutti ricoveri modesti e, al giorno d'oggi, completamente rovinati, ma di cui è ancora possibile notare la minuziosa tecnica costruttiva, completamente immersi nel verde.


COME RAGGINGERE LA CHIESA DI SANTA MARIA DE' CENTURELLI


In auto da Roma, tramite l'autostrada A24 fino all'uscita dell'Aquila Est, si prende la strada statale Strada Statale 17 direzione Pescara per circa 30 chilometri fino a Caporciano;


In auto da Pescara, tramite l'autostrada A25 per Roma fino all'uscita Bussi Popoli, quindi si prende la Strada Statale 153 in direzione dell'Aquila per circa 25 Km.


Il bivio per Cintorelli si trova sulla statale 17, alla rotonda del km 62,6. La chiesa sorge isolata alla base del monte Castellone, nel comune di Caporciano.






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